Turismo - Montelupo

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Mlupo

MURALES

Questo progetto e’ nato nel 2011  ed e’ in continua evoluzione, dove alcuni pittori provenienti da varie parti d’italia, con  fantasia e professionalita’, hanno disegnato sui muri delle case le favole con tema il lupo, creando nelle vie del paese una magica atmosfera da fiaba.

La  parola MURALES indica una pittura eseguita sulle pareti delle case, i disegni e le tinte sui muri possono raccontare fatiche,  denunce e  momenti di vita quotidiana, spesso nei dipinti si possono leggere malesseri, sofferenze e speranze. Il fenomeno culturale del muralismo ha avuto origine in Sardegna dove troviamo centri come  ORGOSOLO, famoso per i  suoi dipinti di protesta, SAN SPERATE VILLAMAR E SERRAMANNA. Oggi i murales vengono  realizzati in vari paesi d’Italia anche con lo scopo di valorizzare gli spazi urbani creando un MUSEO A CIELO APERTO senza pareti che ha per tetto il cielo ed è visitabile ogni giorno dell’anno a qualsiasi ora.

Il nostro progetto e’ nato grazie ad un’idea di oreste cavallo,  abbiamo  scelto di disegnare le favole sul lupo  prendendo spunto dal nome del nostro paese.

Percorso Vita (presso l’Area Attrezzata Camper)

Si tratta di un percorso a tappe, lungo il quale sono stati installati diversi attrezzi fissi (sbarre, pali, panchine, scalini), a distanze regolari l’uno dall’altro. A fianco di ogni attrezzo un cartello spiega come fare l’esercizio in modo corretto e per quante volte, a seconda che
l’utilizzatore sia un atleta o una persona senza allenamento. Seguendo il percorso, dal primo all’ultimo cartello, si esegue un programma di allenamento corretto, sano e utile per la forma fisica e la salute del cuore e di tutto l’organismo. 
Come già accennato gli esercizi sono pensati anche per chi non è allenato, per i bambini, gli anziani. Ognuno, quindi, deve adattare l’esercizio alle proprie possibilità; non bisogna mai esagerare, ci si deve fermare quando ci si accorge di essere vicini ai propri limiti. Se non si è in grado di svolgere tutto il programma è meglio ridurre la frequenza degli esercizi (cioè fare un esercizio, per esempio, cinque volte anziché dieci), piuttosto che “saltare” un attrezzo.
Questoperché ognuno di essi esercita una precisa stimolazione sull’organismo. Per riprendere fiato, si può percorrere la distanza tra un attrezzo e l’altro camminando e respirando lentamente, invece che correndo.
Bastano pochi minuti (anche quotidianamente) per mantenersi in forma e in salute.

Collegamenti al Servizio:
Area Attrezzata Camper

LE FIABE

San Francesco e il lupo di Gubbio

Al tempo in cui San Francesco abitava nella città di Gubbio, nella campagna circostante apparve un lupo terribile e feroce, che divorava tutti gli animali. Gli abitati della città erano talmente terrorizzati, che più nessuno osava uscire dalla città. Decisero, quindi di armarsi e iniziare la caccia al lupo. San Francesco, allora, ebbe compassione degli uomini e decise di andare incontro al lupo. Quando il lupo gli si fece incontro con la bocca spalancata, San Francesco gli si avvicinò, chiamandolo “fratello lupo” e gli comandò in nome di Cristo di non fare male a nessuno. Come per miracolo, appena fatto il segno della croce, il lupo terribile si fermò, poi si avvicinò mansueto e si accovacciò ai piedi di San Francesco. Allora il Santo aggiunse che era ormai tempo di fare la pace con gli uomini: se il lupo l’avesse osservata, senza far male né all’uomo né ad altri animali, egli l’avrebbe fatto nutrire dagli uomini di quella città per tutta la vita. Il lupo promise piegando il capo quindi, poi sollevò la zampa e la pose nella mano di San Francesco. Allora il santo gli ordinò di seguirlo senza timori. Il lupo lo seguì come un mite agnello. I cittadini si meravigliarono molto e rapidamente la notizia si diffuse per tutta la città, 
Poi il santo parlò della promessa fatta dal lupo di fare la pace con gli uomini a patto che gli uomini ogni giorno provvedessero al sostentamento del lupo. Tutti all’unanimità promisero.
Dinanzi a tutto il popolo, su richiesta di San Francesco, il lupo sollevò la zampa destra e la pose sopra la mano del santo. A seguito di ciò, tutti cominciarono a lodare e a benedire Dio. Il lupo visse due anni a Gubbio e andava come un animale domestico di porta in porta senza far male a nessuno e senza che nessuno ne facesse a lui, nutrito generosamente dalla gente, senza che nessun cane gli abbaiasse. Due anni dopo morì di vecchiaia. I cittadini si rammaricarono molto, perchè, vedendolo andare mansueto per la città, si ricordavano meglio della virtù e della santità di San Francesco. Da “I fioretti di san Francesco”

San francesco ed il Lupo
Il Lupo Fifone

C’era una volta un lupo che aveva molta paura, perché era solo e perché la notte era molto buia. Per farsi coraggio ululava, ma tutti scappavano spaventati. Avrebbe voluto parlare con qualcuno, ma intorno a lui c’era il vuoto, non c’era più nessuno. Il lupo, per la tristezza, piangeva e ululava, quando vide una pecorella che gli si avvicinò. “Coraggio!” disse la pecorella “ Ci sono qui io. Non devi avere paura: un lupo che piange, non fa bella figura!”

Il Lupo fifone
Il Lupo e il Cane: Libertà e Schiavitù

Un lupo, tutto striminzito dalla fame, incontra un cane ben pasciuto. “Che hai mangiato per essere così grasso? Io, che sono tanto più forte di te, muoio di fame. “ “ Basta che tu presti lo stesso servizio al mio padrone: custodire la casa ed allontanare i ladri”.  “Ma che cos’ è quella spellatura che hai sul collo?” chiese il lupo. “Perché mi tengono legato alla catena!”  rispose il cane. “Addio, caro!” disse il lupo  “Goditi pure le tue gioie; io non baratto la mia libertà per un regno!”

Il Lupo e il Cane
Il Lupo e i sette Capretti

Una vecchia capra  aveva sette caprettini,  un po’ sbadati e disubbidienti. Un giorno, dovendo andare  a far provviste, chiamò i caprettini  e  si raccomandò di non aprire al lupo: “Quel furfante spesso si traveste, ma lo riconoscerete subito dalla voce rauca e dalle zampe nere.” Poco dopo, il lupo bussò alla porta, ma  i caprettini lo riconobbero  per la  sua voce rauca e per le sue zampe nere. Dopo essersi imbiancato la zampa con della farina, il lupo ritornò dai capretti. Vedendo la zampa bianca  i caprettini aprirono la porta . Quando videro il lupo , cercarono di nascondersi, ma il lupo li trovò e li ingoiò, tranne uno, che era ben nascosto. Quindi il lupo se ne andò a dormire  sotto un albero . 
Quando la capra tornò, cercò disperatamente i suoi capretti, finché finalmente, trovò il più piccolo. Coraggiosamente corsero fuori alla ricerca del lupo.
Quando lo trovarono addormentato , corsero  a casa e a prendere forbici, ago e filo. Quindi la  capra tagliò la pancia del lupo e tutti i sei capretti  saltarono fuori vivi e vegeti. Quindi mamma capra riempì di pietre la pancia del lupo. Quando si svegliò, molto assetato, si avvicinò alla fontana e si chinò per bere, ma il peso delle pietre lo tirò giù e miseramente affogò. I capretti  con la loro mamma ballarono di gioia intorno alla fontana.

Il Lupo e i 7 Capretti
Comare la Volpe e Compare ‘l luv

Un vecchio boscaiolo se ne tornava a casa attraverso il bosco. Ad un tratto sentì un lamento:  vide un lupo che era rimasto intrappolato con la propria coda, sotto la sua stessa natica. Il lupo implorava che qualcuno lo aiutasse. Il povero boscaiolo, impietositosi, lo liberò. Ma il lupo, liberato, divenne subito aggressivo  e disse che lo avrebbe divorato, poiché erano tre giorni che non mangiava. “E’ così che mi ringrazi per il beneficio che ti ho fatto?” “Mai fidarsi dei benefici ricevuti!” replicò il lupo “Ma se non mi credi, andiamo a chiedere a qualcuno, per vedere chi ha ragione. Però, se saranno in tre a darmi ragione, tu sai già quale sarà la tua sentenza” Incontrarono un cane tutto malandato, che affermò che assolutamente non bisognava fidarsi dei favori fatti. Anche un asino, assai mal ridotto, confermò la tesi del lupo. Infine, chiesero anche alla volpe. La volpe, però, non fidandosi del lupo, affermò che , per capire meglio la situazione,  bisognava ritornare sul posto e vedere con i suoi occhi la situazione. Il lupo, allora, per spiegare  come erano andati i fatti, si intrappolò di nuovo la coda sotto la sua natica. “Bravo compare” disse la volpe “Continua pure a stare così, perché la questione è risolta!” Il boscaiolo contento, riprese la  sua strada  per  casa.

Comere la Volpe
La pecora Chiaretta

La fiaba narra l’avventura di una pecorella, Chiaretta, che,  di fronte all’ attacco, piuttosto grottesco di un lupo, sbotta in una fragorosa risata, creando incredulità e sconcerto nel malintenzionato. Con molta calma ed astuzia, Chiaretta, non solo converte  il lupo ai benefici di una sana e dietetica alimentazione vegetariana, ma anche ad apprezzare l’incanto della natura che li circonda. Rapita da un branco di lupi famelici, Chiaretta viene salvata dal “lupo vegetariano” e, felici di ritrovarsi ancora insieme, decidono di restare amici per sempre. Morale della favola: Affronta il pericolo con la massima calma e trasformi un nemico in un tuo alleato

La pecora Chiaretta
Il Terzo Porcellino

Questa è una favola al contrario e comincia quando il lupo arrivò alla casa del terzo porcellino, che non era di mattoni, ma di paglia. Il lupo, dopo aver inghiottito molti cucchiai di sciroppo contro la tosse, soffiò, soffiò, soffiò! Il soffio, dopo tutto quello sciroppo, fu così potente da sollevare tutta intera la casa del porcellino e la fece volare su nel cielo. La casa di paglia cominciò a volare sempre più in alto, sempre più lontano, verso Chissadove, che è il paese dei porcellini volanti.

Il terzo Porcellino
Il Principe Ivan, l’uccello di Fuoco e il Lupo Grigio

Nell’orto dello zar Berendey, cresceva un albero che produceva mele d’oro. Una notte qualcuno rubò le preziose mele. Lo zar diede, allora, l’incarico ai suoi tre figli di rintracciare il ladro. Il figlio  più giovane, il principe Ivan, scoprì che il l’autore del furto era un meraviglioso uccello dalle piume di fuoco. Il vecchio zar ordinò ai tre figli di  andare per il mondo a cercare l’uccello di fuoco. Solo il principe Ivan, fiancheggiato da un lupo grigio, riuscì, dopo aver superato  numerose e ardue difficoltà, a rintracciare l’uccello di fuoco e a ritornare presso il padre, insieme alla bella principessa Helen, che divenne sua sposa.

Il Principe Ivan
Il Lupo e la Cicogna  LA FONTAINE

I Lupi sono bestie che, si sa,
mangian sempre con grande avidità.
Un giorno uno di questi in compagnia,
per ghiottornia mangiando a più non posso,
gli cadde in gola un osso.

Con quell’affar confitto in mezzo all’ugola
che strozza la parola,
sarìa morto, se a trarglielo di gola,
una Cicogna pia
col becco non venìa.

Con colpo veramente da cerusico
il Lupo liberò.
Quindi la buona grazia
per sé gli dimandò.

- Tu scherzi, – disse il Lupo, – anzi ringrazia
i morti tuoi parenti,
se il collo t’ho lasciato uscir dai denti.
Vattene, o scellerata,
impara ad esser grata, e prega i santi
di non tornar agli occhi miei davanti .

Il Lupo e la Cicogna
Il Leone, il Lupo e la Volpe

Un leone, divenuto vecchio, giaceva ammalato in una caverna. Tutti gli animali, tranne la volpe, vennero a visitare il loro re. Il lupo, allora, iniziò ad accusare la volpe davanti al leone: essa non teneva in alcuna stima il loro sovrano, infatti non è nemmeno venuta a visitarlo. Ma proprio allora arrivò anche la volpe e poté sentire le ultime parole dette dal lupo. La volpe, dunque pregò il leone di concederle la possibilità di giustificarsi, dicendo: “Io sono andata in giro dappertutto, per domandare ai medici un rimedio che ti giovasse e che io sono riuscita a trovare”. Subito il leone la esortò a riferirgli quale fosse la cura per guarire e la volpe dichiarò: “Guarirai se tu, scuoiato un lupo vivo, ne indosserai la pelliccia ancora calda”. E appena il lupo giacque ucciso, la volpe ridendo così disse: “Non bisogna spingere il padrone all’ostilità, ma alla benevolenza”. La favola insegna che coloro che tramano insidie contro gli altri, se le vedono ritorcere contro se stessi. impara ad esser grata, e prega i santi
di non tornar agli occhi miei davanti –

Esopo
Cappuccetto Rosso

C’era una volta una bimba chiamata Cappuccetto Rosso, perché indossava sempre una mantellina con il cappuccio di colore rosso. Un giorno la mamma le chiese di portare un cestino di focaccine alla nonna che abitava al di là del bosco e le raccomandò di stare attenta e non fermarsi a parlare con nessuno. Dopo qualche minuto di cammino, Cappuccetto Rosso incontrò un lupo spaventoso, che le chiese dove stesse andando. La piccola rispose che andava dalla nonna; allora il lupo le propose una gara. La bimba, ( senza ascoltare le parole della mamma,) decise di accettare e si avviarono. Il lupo scelse la strada più breve e arrivò prima alla casetta della nonna; quindi fingendosi la nipotina, si fece aprire e così, se la divorò in un sol boccone. Indossò, poi, la sua camicia da notte, la cuffietta, gli occhiali e si infilò sotto le coperte ad aspettare Cappuccetto Rosso. Quando questa arrivò, si meravigliò nel vedere la sua nonna con le mani grandi, le orecchie grandi e la bocca enorme. Il lupo, facendo un balzo, la inghiottì, quindi si addormentò. Nel frattempo, vicino alla casetta, passava un cacciatore che fu attirato dal forte russare. Appena vide il lupo dormire sul letto, con il pancione e la bocca aperta, s’immaginò tutto. Prese delle forbici e tagliò la pancia del lupo. Cappuccetto Rosso e la nonna uscirono felici.

Cappuccetto Rosso